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mercoledì 31 ottobre 2007

QUI QUALCOSA NON QUADRA... L'UNITA' NELLE MANI DI LIBERO?

Il Cdr de l'Unità ha incontrato la presidentessa del CdA della Nie, Marialina Marcucci, dalla quale ha ricevuto generiche informazioni sull'ingresso di nuovi soci alla testa della società editrice de l'Unità. Le preoccupazioni della redazione de l'Unità sono intatte, di fronte alla prospettiva - non confermata, ma nemmeno smentita dalla Marcucci - che il proprietario di Libero diventi l'editore de l'Unità, e dell'impatto che una situazione del genere finirebbe per avere sui lettori, sulla storia e sulla vita del giornale, anche per via delle mancate garanzie fornite sull'autonomia e sulla collocazione del quotidiano. Se Sensi, proprietario della Roma, acquistasse la Lazio, i giornali sarebbero pieni di paginate di dibattiti sui valori, sull'identità e sulla storia delle due squadre e l'opinione pubblica in subbuglio: forse, a maggior ragione, anche la "questione Unità" dovrebbe essere al centro del dibattito politico, culturale e sociale del Paese. La salvaguardia di un giornale che è parte integrante del dibattito politico, del confronto culturale e di idee, va sottolineato, non può essere intesa come in contrasto con la "discontinuità" dalla "vecchia politica" che dovrà segnare la nascita del Partito democratico. Una realtà complessa e sensibile come un quotidiano, e a maggior ragione come l'Unità, così strettamente legata all'identità della propria storia, dei suoi lettori e dei suoi lavoratori, non può essere messa in vendita come un prodotto qualsiasi. L'assemblea dei redattori de l'Unità ritiene estremamente preoccupante l'ipotesi che una testata assolutamente peculiare come quella de l'Unità sia nelle esclusive mani di un imprenditore - chiunque esso sia. E questo senza che vi siano - né sono emersi nell'incontro avuto con Marialina Marcucci - sufficienti garanzie riguardo all'autonomia, la collocazione, l'identità e lo sviluppo del giornale. Principi che debbono essere rispettati, indipendentemente da quali siano i soggetti economici interessati ad acquisirlo. A proposito delle sorti del marchio storico l'Unità e delle prospettive del giornale, l'Assemblea dei redattori ha invitato il Cdr a richiedere un incontro urgente con il segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni, con l'onorevole Piero Fassino e con il senatore Ugo Sposetti, rispettivamente segretario e tesoriere dei Ds, nonché con i vertici della Fondazione che dovrà gestire il patrimonio dei Democratici di sinistra. Su proposta del Cdr l'assemblea dei redattori ha indetto immediatamente lo stato d'agitazione e valuterà la possibilità di richiedere il congelamento degli accordi sottoscritti lo scorso luglio in sede aziendale. Al Cdr è stato affidato un pacchetto di sette giorni di scioperi che verrà calendarizzato se non vi saranno risposte adeguate circa il rispetto di principi a garanzia dell'autonomia della redazione e della collocazione del giornale, nonché sui destini della testata.