Benazir Bhutto è morta come Indira Gandhi. L'una e l'altra vittime dell'estremismo religioso, e delle contese razziali, l'una e l'altra vittime di un potere «maschile» che aveva sopportato a lungo e con sofferenza la loro leadership. Tornando in patria dopo un lungo esilio, Benazir ha commesso un grave errore. Il Pakistan non era più quello che aveva lasciato lei. Quel Pakistan era un Paese dove lo scontro politico avveniva fra grandi famiglie latifondiste come la sua, capeggiate e marcate dall'orma di un capo famiglia indiscutibile e indiscusso. Questa tradizione era stata interrotta nel 1977 dal generale Zia-ul-Haq, che mise in carcere e poi impiccò suo padre, il presidente Zulfikar Alì Bhutto, di cui era la prediletta. Da allora Benazir aveva vissuto in parte a Londra in esilio, in parte in Pakistan dove, per ben due volte, era stata eletta democraticamente primo ministro. Tornando in patria stavolta, Benazir era convinta di averla vinta sul potere militare, sulla base di un accordo sponsorizzato da Washington: Musharraf avrebbe mantenuto la carica di presidente della Repubblica, spogliandosi però del comando delle Forze Armate; lei sarebbe diventata primo ministro. Alle sue spalle la signora aveva il Ppp, il partito più grande del Pakistan, che nutriva per lei un sentimento di adorazione. Giancesare Flesca (PROSEGUI LA LETTURA: Fonte L'Unità)venerdì 28 dicembre 2007
CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA
Benazir Bhutto è morta come Indira Gandhi. L'una e l'altra vittime dell'estremismo religioso, e delle contese razziali, l'una e l'altra vittime di un potere «maschile» che aveva sopportato a lungo e con sofferenza la loro leadership. Tornando in patria dopo un lungo esilio, Benazir ha commesso un grave errore. Il Pakistan non era più quello che aveva lasciato lei. Quel Pakistan era un Paese dove lo scontro politico avveniva fra grandi famiglie latifondiste come la sua, capeggiate e marcate dall'orma di un capo famiglia indiscutibile e indiscusso. Questa tradizione era stata interrotta nel 1977 dal generale Zia-ul-Haq, che mise in carcere e poi impiccò suo padre, il presidente Zulfikar Alì Bhutto, di cui era la prediletta. Da allora Benazir aveva vissuto in parte a Londra in esilio, in parte in Pakistan dove, per ben due volte, era stata eletta democraticamente primo ministro. Tornando in patria stavolta, Benazir era convinta di averla vinta sul potere militare, sulla base di un accordo sponsorizzato da Washington: Musharraf avrebbe mantenuto la carica di presidente della Repubblica, spogliandosi però del comando delle Forze Armate; lei sarebbe diventata primo ministro. Alle sue spalle la signora aveva il Ppp, il partito più grande del Pakistan, che nutriva per lei un sentimento di adorazione. Giancesare Flesca (PROSEGUI LA LETTURA: Fonte L'Unità)
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PD Casalmaggiore