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mercoledì 5 dicembre 2007

POLITICA 2.0

Fuor di dubbio che ormai al giorno d’oggi certe battaglie si combattono oltre i luoghi comuni, oltre i mezzi classici e canonici dell’agone politico. Sto parlando del web 2.0, ovvero il progresso della comunicazione politica multimediale. Blog, Microblog, Skype, MSN, Yahoo e chi più ne ha più ne metta, stanno nascendo in modo massiccio come delle rotonde. Si può davvero iniziare a parlare di un nuovo fenomeno: la politica 2.0 intesa come il nuovo modo di far circolare le idee, alimentare il confronto, creare dibattito. Nessuno contesterà il fatto che l’interazione spesso ha portato alla nascita di movimenti, partiti, strategie. Bene, nel terzo millennio la connessione di pensieri e opinioni avviene fra pc e telefonini. A portata di un clic, siamo collegati con persone dall’Artide alla Terra del Fuoco, da Los Angeles a Tokio, passando magari da Casalmaggiore o da Viadana. Numerosi esperimenti sono stati fatti e numerosi sono riusciti. Restiamo nel nostro ambito, del Partito Democratico e troviamo un esempio guardando l’attività intenettiana di Walter Veltroni, da sempre attento al cambiamento, che con il suo blog e sfruttando i maggiori social forum mondiali (come Twitter – vedi lanuovastagione) è riuscito a creare una rete così fitta di collegamenti che quasi non ha precedenti, riuscendo a mettersi in contatto anche personalmente con un sacco di giovani che possono seguire il suo lavoro, commentare e in buona sostanza “partecipare”. Ecco il nodo principale che la nuova concezione di politica 2.0 dovrebbe andare a sciogliere. In un periodo sempre più povero di contenuti, ecco che la contaminazione di idee, pensieri, culture politiche può arrogarsi il diritto (e il dovere) di fungere da aggregatore di esperienze, per produrre finalmente un effettivo progresso nella società, non meramente tecnologico ma anche intellettuale. Circola in rete un’idea che ho notato quasi per caso navigando e si chiama “FERMENTI DEMOCRATICI”. Tale proposta, leggo nel manifesto redatto sul blog ideato per l’occasione http://fermentidemocratici.ilcannocchiale.it, “nasce dalla rete per poter dare ai giovani democratici italiani un luogo di incontro virtuale, e di discussione, che possa portare successivamente alla costituzione del movimento giovanile del Pd. Il progetto si articola in diverse parti utilizzando tutte le forme innovative di partecipazione e di comunicazione della politica”. Un luogo, quindi, dove possano incontrarsi e fondersi, per contaminarsi, le migliori culture politiche dei giovani riformisti italiani. Ma questo è soltanto uno dei numerosi modelli che possiamo trovare on line. A questo punto la domanda che nasce spontanea è se vale davvero la pena di approfondire le motivazioni per le quali i giovani sentano il bisogno di comunicare fra di loro con questo metodo “non convenzionale”. A Casalmaggiore si comincia a parlarne in questo periodo, prendendo come spunto il proliferare di siti e diari web che stanno crescendo su Internet. L’ormai collaudato www.pdcasalmaggiore.it sorto dalle “ceneri” del blog dei Democratici di Sinistra locali che guido da Marzo, il neonato sito del centrodestra (sigh…) casalasco per la libertà (doppio sigh…), i blog di alcuni locali della città e i tantissimi video su YouTube targati “Casalma”. E’ per questo che esorto i giovani casalaschi, ma anche tutti i ragazzi che popolano il web a farsi sentire ed entrare in questo progetto di interazione. Certamente attiveremo qualcosina anche qui da noi. Sto già mobilitando i primi ragazzi interessati ed iniziando a sensibilizzare il coordinamento del PD per strutturare un movimento giovanile. Speriamo che i “Fermenti” partano anche da qui. In ogni caso… contate su di me. Marco Vallari