Duemilacinquecento circoli nati su tutto il territorio nazionale. Il 30% per cento dei cittadini votanti alle primarie del 14 ottobre con già in tasca il certificato di socio fondatore. Il processo di costruzione del Partito democratico, nei primi tre mesi di vita, è giunto già ad un terzo del suo cammino. E le cifre presentate oggi lasciano presumere che, una volta ultimato questo processo, il grado di radicamente territoriale del Pd potrebbe assumere dimensioni tanto significative, quanto addirittura inaspettate. Per quel che riguarda i circoli, è confermata la cifra di 7mila ottocento come traguardo finale del processo, che, in caso venga confermato il trend manifestatosi in queste ultime settimane, potrà contare su un numero di soci fondatori pari a più di un milione e 300mila cittadini. Sono numeri che confermano la struttura sociale che il Pd sta assumendo. Grande partecipazione, un progetto in rapidissima crescita. Un percorso perfettamente corrispondente ai motivi e agli obiettivi che stanno alla base della nascita del Pd. Il Paese, sulla spinta emotiva della grande partecipazione alle primarie del 14 ottobre scorso, sta rispondendo in maniera "soprendente" alla sfida lanciata dal Partito Democratico. C'è una domanda di politica nuova, che è disponibile ad organizzarsi. La risposta è arrivata per ora in modo omogeneo, dalle grandi città ai medi e piccoli centri. Il Pd deve saper interpretare il nuovo che c'è nella società italiana come una forza fresca che sappia sollecitare le capacità dei cittadini di esprimersi in maniera nuova. Una forza politica che abbia un tono volto a costruire, a unire, a dialogare. Parlando di politica nuova e di nuovi bisogni del Paese, non si può non fare riferimento al delicato momento politico, nel quale una vera stagione di riforme potrebbe partire, ma che incontra ancora oggi le resistenze di forze politiche, che, neanche questa volta, sembrano avere a cuore gli interessi del Paese, ma solo il loro tornaconto nel breve.martedì 29 gennaio 2008
IL PD GIA' A QUOTA 2.500 CIRCOLI
Duemilacinquecento circoli nati su tutto il territorio nazionale. Il 30% per cento dei cittadini votanti alle primarie del 14 ottobre con già in tasca il certificato di socio fondatore. Il processo di costruzione del Partito democratico, nei primi tre mesi di vita, è giunto già ad un terzo del suo cammino. E le cifre presentate oggi lasciano presumere che, una volta ultimato questo processo, il grado di radicamente territoriale del Pd potrebbe assumere dimensioni tanto significative, quanto addirittura inaspettate. Per quel che riguarda i circoli, è confermata la cifra di 7mila ottocento come traguardo finale del processo, che, in caso venga confermato il trend manifestatosi in queste ultime settimane, potrà contare su un numero di soci fondatori pari a più di un milione e 300mila cittadini. Sono numeri che confermano la struttura sociale che il Pd sta assumendo. Grande partecipazione, un progetto in rapidissima crescita. Un percorso perfettamente corrispondente ai motivi e agli obiettivi che stanno alla base della nascita del Pd. Il Paese, sulla spinta emotiva della grande partecipazione alle primarie del 14 ottobre scorso, sta rispondendo in maniera "soprendente" alla sfida lanciata dal Partito Democratico. C'è una domanda di politica nuova, che è disponibile ad organizzarsi. La risposta è arrivata per ora in modo omogeneo, dalle grandi città ai medi e piccoli centri. Il Pd deve saper interpretare il nuovo che c'è nella società italiana come una forza fresca che sappia sollecitare le capacità dei cittadini di esprimersi in maniera nuova. Una forza politica che abbia un tono volto a costruire, a unire, a dialogare. Parlando di politica nuova e di nuovi bisogni del Paese, non si può non fare riferimento al delicato momento politico, nel quale una vera stagione di riforme potrebbe partire, ma che incontra ancora oggi le resistenze di forze politiche, che, neanche questa volta, sembrano avere a cuore gli interessi del Paese, ma solo il loro tornaconto nel breve.
Pubblicato da
PD Casalmaggiore