Un operaio, un'operatrice di un call center e un'impiegata di una Asl. Walter Veltroni presenta alla stampa i lavoratori che candiderà nelle liste del Partito democratico: «Il Pd porta in Parlamento forze ed energie della società, giovani che lavorano, intraprendono, studiano, che fanno parte della vita reale, dell'Italia che lavora, che sta in piedi, che tiene alto il nome del nostro Paese», dice il segretario del Pd. Uno dei nomi era già noto, si tratta di Antonio Boccuzzi, uno degli operati sopravvissuti al tragico incidente alla ThyssenKrupp di Torino. C'è poi Loredana Ilardi, operatrice di un call center di Palermo che a 33 anni guadagna 700 euro al mese e poi Franca Biondelli, impiegata in una Asl piemontese impegnata nel sindacato. Veltroni sottolinea che il Pd «è il partito del lavoro, dell'Italia che produce ed è del tutto naturale che si siano nelle liste lavoratori insieme ad imprenditori. È lo specchio di quel patto tra produttori che proponiamo per tenere insieme crescita ed equità. Vogliamo mettere l'acceleratore sulla crescita, perché questa è la garanzia per una buona occupazione, per la tutela dei lavoratori e per la redistribuzione. Dai prefetti che lottano contro la mafia agli imprenditori come Matteo Colaninno, agli artigiani come Giancarlo Sangalli, ai rappresentanti del mondo cattolico come Sarubbi: è il segno di un forte rinnovamento, portiamo forze ed energie nuove in Parlamento». «Mio malgrado sono diventato un simbolo, ed è mio dovere fare qualcosa», spiega Antonio Boccuzzi nella conferenza stampa al loft in cui Veltroni, insieme al ministro Damiano, ha presentato le candidature del Pd che fanno riferimento al mondo del lavoro. «Molto è già stato fatto dal governo Prodi e dal ministro Damiano, ma molto va fatto ancora. E avere lavoratori nelle liste - assicura Boccuzzi - è il modo migliore per provare a risolvere i problemi della gente che lavoro, ed è arrivato il momento di riportare la politica nelle fabbriche: non la politica delle parole, ma quella che risolve i problemi». E il primo dei problemi da risolvere, «per un Paese civile», è quello della sicurezza sul lavoro: «Si deve e si può fare», chiude Boccuzzi con lo slogan della campagna del Pd. La più emozionata è Loredana Ilardi, «una laurea in tasca» e 700 euro a 33 anni per lavorare in un call center di Palermo: «Vengo da una terra dove anche un posto in un call center è un'opportunità, ma noi giovani abbiamo bisogno di sperare di più, non un lavoro dove per diventare mamma te ne devi andare, non un lavoro dove si è solo un numero. Vogliamo sperare e vogliamo vincere, insieme a Walter e insieme a Damiano: grazie per tutto quello che avete già fatto per i precari d'Italia». Per Veltroni Ilardi «è lo specchio della condizione dei precari, e la priorità è impedire che a 33 anni si possano guadagnare 700 euro al mese. La lotta alla precarietà è uguale alle lotte contro lo sfruttamento degli operai nel '900». Il candidato premier del Pd ripropone quindi il salario minimo di 1000 euro e provvedimenti «per scoraggiare chi usa i precari come un bacino per ridurre i costi». Un problema che si lega a quello dei redditi dei lavoratori, con il «rammarico» di Veltroni per il no del centrodestra all'inserimento nel Dl milleproroghe della norma per redistribuire ai lavoratori dipendenti i frutti della lotta all'evasione: «Dobbiamo intervenire sui redditi e sull'aumento dei salari perchè la divaricazione tra salari e costo della vita sta mettendo in ginocchio la società». Infine Franca Biondelli, dipendente Asl del Piemonte, che sottolinea la difficile condizione delle donne impegnate in un lavoro da turniste come quello nella sanità: «Vanno tutelate, e si può fare, insieme a Walter». (Fonte L'Unità)venerdì 29 febbraio 2008
IL PD E' IL PARTITO DEL LAVORO
Un operaio, un'operatrice di un call center e un'impiegata di una Asl. Walter Veltroni presenta alla stampa i lavoratori che candiderà nelle liste del Partito democratico: «Il Pd porta in Parlamento forze ed energie della società, giovani che lavorano, intraprendono, studiano, che fanno parte della vita reale, dell'Italia che lavora, che sta in piedi, che tiene alto il nome del nostro Paese», dice il segretario del Pd. Uno dei nomi era già noto, si tratta di Antonio Boccuzzi, uno degli operati sopravvissuti al tragico incidente alla ThyssenKrupp di Torino. C'è poi Loredana Ilardi, operatrice di un call center di Palermo che a 33 anni guadagna 700 euro al mese e poi Franca Biondelli, impiegata in una Asl piemontese impegnata nel sindacato. Veltroni sottolinea che il Pd «è il partito del lavoro, dell'Italia che produce ed è del tutto naturale che si siano nelle liste lavoratori insieme ad imprenditori. È lo specchio di quel patto tra produttori che proponiamo per tenere insieme crescita ed equità. Vogliamo mettere l'acceleratore sulla crescita, perché questa è la garanzia per una buona occupazione, per la tutela dei lavoratori e per la redistribuzione. Dai prefetti che lottano contro la mafia agli imprenditori come Matteo Colaninno, agli artigiani come Giancarlo Sangalli, ai rappresentanti del mondo cattolico come Sarubbi: è il segno di un forte rinnovamento, portiamo forze ed energie nuove in Parlamento». «Mio malgrado sono diventato un simbolo, ed è mio dovere fare qualcosa», spiega Antonio Boccuzzi nella conferenza stampa al loft in cui Veltroni, insieme al ministro Damiano, ha presentato le candidature del Pd che fanno riferimento al mondo del lavoro. «Molto è già stato fatto dal governo Prodi e dal ministro Damiano, ma molto va fatto ancora. E avere lavoratori nelle liste - assicura Boccuzzi - è il modo migliore per provare a risolvere i problemi della gente che lavoro, ed è arrivato il momento di riportare la politica nelle fabbriche: non la politica delle parole, ma quella che risolve i problemi». E il primo dei problemi da risolvere, «per un Paese civile», è quello della sicurezza sul lavoro: «Si deve e si può fare», chiude Boccuzzi con lo slogan della campagna del Pd. La più emozionata è Loredana Ilardi, «una laurea in tasca» e 700 euro a 33 anni per lavorare in un call center di Palermo: «Vengo da una terra dove anche un posto in un call center è un'opportunità, ma noi giovani abbiamo bisogno di sperare di più, non un lavoro dove per diventare mamma te ne devi andare, non un lavoro dove si è solo un numero. Vogliamo sperare e vogliamo vincere, insieme a Walter e insieme a Damiano: grazie per tutto quello che avete già fatto per i precari d'Italia». Per Veltroni Ilardi «è lo specchio della condizione dei precari, e la priorità è impedire che a 33 anni si possano guadagnare 700 euro al mese. La lotta alla precarietà è uguale alle lotte contro lo sfruttamento degli operai nel '900». Il candidato premier del Pd ripropone quindi il salario minimo di 1000 euro e provvedimenti «per scoraggiare chi usa i precari come un bacino per ridurre i costi». Un problema che si lega a quello dei redditi dei lavoratori, con il «rammarico» di Veltroni per il no del centrodestra all'inserimento nel Dl milleproroghe della norma per redistribuire ai lavoratori dipendenti i frutti della lotta all'evasione: «Dobbiamo intervenire sui redditi e sull'aumento dei salari perchè la divaricazione tra salari e costo della vita sta mettendo in ginocchio la società». Infine Franca Biondelli, dipendente Asl del Piemonte, che sottolinea la difficile condizione delle donne impegnate in un lavoro da turniste come quello nella sanità: «Vanno tutelate, e si può fare, insieme a Walter». (Fonte L'Unità)
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PD Casalmaggiore