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sabato 2 febbraio 2008

LETTERA APERTA A MASSIMO ARALDI

Caro Massimo Araldi,

non posso fare a meno di scriverle questi, personali, pensieri, quasi d'obbligo per me, dopo aver letto certe sue dichiarazioni sulla stampa locale. Mi chiedo quale sia il suo gioco, nel senso che non riesco davvero a trovare un filo di logica nel suo ragionamento. Pur essendo lei un uomo politico di lungo corso, mi piacerebbe sapere perchè dovremmo riportare indietro il Paese alla prima Repubblica, ricreando le stesse identiche condizioni che lo hanno traghettato allo stato attuale di ingovernabilità. Con che coraggio può chiedere a due realtà così alternative fra di loro, un partito democratico e un movimento populista come Forza Italia, di prestarsi a ri-formare un contenitore di diverse correnti come lo è stata la DC fino agli anni novanta? A che scopo? Cominciamo dal fatto che lei applaude all'ennesimo fenomeno di frammentazione, nato con la Cosa "Rosa" Bianca (ventitreesimo o ventiquattresimo partito in Parlamento, ho perso il conto) e arriviamo ad un obiettivo in tutto e per tutto identico ad un grande calderone di un non bene identificato partito moderato e cattolico, che, come la DC sarà attraversato da tante diverse correnti, dal centrodestra al centrosinistra, creando confusione negli italiani che daranno il loro voto a questa "Cosa" e che non capiranno più a che partito hanno dato fiducia.

Ma il punto non è questo. La sua proposta non è la soluzione dei problemi del Paese. L'Italia ha bisogno di riconoscere realtà ben definite ed alternative fra di loro. Ha bisogno della garanzia di stabilità nelle azioni di Governo, stabilità che non sarà certo data da un ennesimo partito centrista che a seconda di come tira il vento elettorale potrà costruirsi alleanze ambigue sia con la destra che con la sinistra. Inoltre gli italiani devono poter decidere da chi essere rappresentati, dando la propria preferenza. Non come funziona con la legge elettorale fatta da Lega, Forza Italia, Udc, e compagnia bella. Un meccanismo tipico del "Porcellum" è quello di generare uno scarso senso di responsabilità negli eletti verso noi poveri cittadini che inconsapevolmente abbiamo votato una persona e ne troviamo un'altra a sedere in Parlamento. Pensiamo al caso di Formigoni, candidato capolista al senato nelle ultime politiche. Ebbene, quante persone, che conoscono e stimano l'operato di Formigoni come Presidente della Regione, crede che gli abbiano dato il voto? Qui a Casalmaggiore moltissime, salvo poi ritrovare eletta al suo posto una persona semisconosciuta finita in Parlamento per le dimissioni del capolista. Di fatto i simpatizzanti forzisti lombardi hanno "eletto" il primo dei non eletti.

Pensa veramente, caro Araldi, che l'Italia, in questo momento, abbia bisogno di una "Cosa" Bianca? La stimo troppo per pensare di lei una cosa del genere, ma certe sue affermazioni mi lasciano oltremodo perplesso. Lo Stato ha bisogno di stabilità e di politiche ben definite, chiare e alternative fra loro, ma rischio di ripetermi, quindi riformulerò la frase: i cittadini hanno bisogno di riprendersi in mano lo Stato. Ecco, così suona molto meglio. La gente ha bisogno di veder sedere al parlamento i propri rappresentanti; la maggioranza degli elettori ha bisogno di non essere tradita dall'ennesimo piccolo partitino che rappresenta forse l'1% della popolazione. La gente ha bisogno di risposte veloci e concrete, che non riusciranno mai a ottenere se per risolvere la crisi attuale si perdono settimane in consultazioni (dovute sempre alle solite schermaglie del centro destra che guarda alle poltrone e non al bene del paese). Che alternativa darebbe la "Cosa" Rosa Bianca? Solo ambiguità. la stessa creata dalla sua ridicola proposta di unire FI e PD. Piuttosto, Araldi, si chieda come mai nessuno parla del fatto che fino a ieri il suo (ex?) partito (insieme agli altri di destra) mai si sarebbe prestato a riformare la CDL mentre ora, affossato completamente il dialogo intessuto nei giorni scorsi, si ricompatta attorno a Berlusconi, anch'egli affossatore principale delle sue stesse ipotesi di dialogo? Sarebbe anche interessante chiedersi perchè gli stessi partiti che fino all'altro ieri hanno raccolto firme per cambiare la legge elettorale, oggi preferiscano tentare di riprendersi le sedie col vecchio metodo tanto criticato? Dovremmo esserci abituati ormai, ma la conclusione è comunque sempre la stessa. Non c'è più senso di responsabilità in Italia. E proporre inciuci elettorali vecchio stile, proprio sono un segnale chiaro che siamo alla frutta.

Cari Araldi, Tabacci, Pezzotta e Baccini: la gente è stanca di sentire le stesse cose. Abbiate il coraggio di voltare pagina. Lasciate da parte la demagogia e i riflettori dei salotti televisivi o le prime pagine della carta stampata. Se pensate di risolvere i problemi italiani in questo modo, sarebbe meglio che cedeste il passo. Infine un pensiero su questa stupidaggine dell'unione fra FI e PD. Sono stato eletto di recente, insieme ad altri nove, dai cittadini di Casalmaggiore che si riconoscono nel progetto del PD, membro del coordinamento locale. Ebbene.
Credo fermamente che il Partito Democratico debba mantenere la propria identità di partito di centrosinistra, creato dalla gente. Non potrebbe mai permettersi di confluire in un'ameba centrista del tipo che prospetta lei, Araldi (con notevole sensazionalismo berlusconiano), tradendo clamorosamente chi lo ha costruito (come fanno spesso i partiti in parlamento, scindendosi e unendosi a piacimento fregandosene di chi li ha votati). Mi batterò per questo. Mi batterò fino in fondo affinchè questa possibilità resti solo un penoso e ridicolo vaneggiamento di qualcuno che tenta disperatamente di costruirsi o ricostruirsi un futuro politico a livello nazionale.
Cordiali saluti, Marco Vallari