In Tibet è in atto una brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni manifestazione a favore della libertà e della democrazia. I morti sono decine, ma rischiano di diventare centinaia con il passare delle ore. In particolare, i monaci buddisti tibetani sono vittime di azioni della polizia cinese che richiamano la violenza del regime birmano contro i monaci di quel Paese. Non solo. Il regime cinese accusa il Dalai Lama, Premio Sakharov del Parlamento europeo che da sempre porta avanti la sua battaglia nonviolenta per la libertà e il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano, di essere responsabile, insieme alla sua “cricca”, di fomentare la violenza in Tibet. In realtà il Dalai Lama chiede da tempo al Governo cinese negoziati politici per l’autonomia e non l’indipendenza del Tibet. La strategia delle autorità di Pechino è particolarmente negativa a pochi mesi da quelle Olimpiadi che lo stesso Dalai Lama ha sempre voluto siano occasione per la comunità internazionale di moltiplicare l’attenzione e gli sforzi per l’avvio di processi democratici indispensabili ai cinesi stessi e alle minoranze oppresse, come i tibetani, gli uiguri, i mongoli, i falun gong. E’ importante rilanciare l’appello del Presidente Giorgio Napolitano per una iniziativa dell’Unione Europea a sostegno dei loro diritti umani fondamentali, della loro libertà religiosa, culturale, civile. Per questo il Partito Democratico invita tutti i cittadini alla mobilitazione per sostenere il popolo tibetano e il Dalai Lama e ricorda che a Dharamsala è ripresa la “Marcia fino al Tibet” a cui partecipano i due candidati del Partito Democratico Matteo Mecacci e Marco Perduca, oltre al deputato Sergio d’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino”.
giovedì 20 marzo 2008
COMUNICATO STAMPA PD
VEGLIA PER IL TIBET
In Tibet è in atto una brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni manifestazione a favore della libertà e della democrazia. I morti sono decine, ma rischiano di diventare centinaia con il passare delle ore. In particolare, i monaci buddisti tibetani sono vittime di azioni della polizia cinese che richiamano la violenza del regime birmano contro i monaci di quel Paese. Non solo. Il regime cinese accusa il Dalai Lama, Premio Sakharov del Parlamento europeo che da sempre porta avanti la sua battaglia nonviolenta per la libertà e il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano, di essere responsabile, insieme alla sua “cricca”, di fomentare la violenza in Tibet. In realtà il Dalai Lama chiede da tempo al Governo cinese negoziati politici per l’autonomia e non l’indipendenza del Tibet. La strategia delle autorità di Pechino è particolarmente negativa a pochi mesi da quelle Olimpiadi che lo stesso Dalai Lama ha sempre voluto siano occasione per la comunità internazionale di moltiplicare l’attenzione e gli sforzi per l’avvio di processi democratici indispensabili ai cinesi stessi e alle minoranze oppresse, come i tibetani, gli uiguri, i mongoli, i falun gong. E’ importante rilanciare l’appello del Presidente Giorgio Napolitano per una iniziativa dell’Unione Europea a sostegno dei loro diritti umani fondamentali, della loro libertà religiosa, culturale, civile. Per questo il Partito Democratico invita tutti i cittadini alla mobilitazione per sostenere il popolo tibetano e il Dalai Lama e ricorda che a Dharamsala è ripresa la “Marcia fino al Tibet” a cui partecipano i due candidati del Partito Democratico Matteo Mecacci e Marco Perduca, oltre al deputato Sergio d’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino”.
In Tibet è in atto una brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni manifestazione a favore della libertà e della democrazia. I morti sono decine, ma rischiano di diventare centinaia con il passare delle ore. In particolare, i monaci buddisti tibetani sono vittime di azioni della polizia cinese che richiamano la violenza del regime birmano contro i monaci di quel Paese. Non solo. Il regime cinese accusa il Dalai Lama, Premio Sakharov del Parlamento europeo che da sempre porta avanti la sua battaglia nonviolenta per la libertà e il rispetto dei diritti umani fondamentali del popolo tibetano, di essere responsabile, insieme alla sua “cricca”, di fomentare la violenza in Tibet. In realtà il Dalai Lama chiede da tempo al Governo cinese negoziati politici per l’autonomia e non l’indipendenza del Tibet. La strategia delle autorità di Pechino è particolarmente negativa a pochi mesi da quelle Olimpiadi che lo stesso Dalai Lama ha sempre voluto siano occasione per la comunità internazionale di moltiplicare l’attenzione e gli sforzi per l’avvio di processi democratici indispensabili ai cinesi stessi e alle minoranze oppresse, come i tibetani, gli uiguri, i mongoli, i falun gong. E’ importante rilanciare l’appello del Presidente Giorgio Napolitano per una iniziativa dell’Unione Europea a sostegno dei loro diritti umani fondamentali, della loro libertà religiosa, culturale, civile. Per questo il Partito Democratico invita tutti i cittadini alla mobilitazione per sostenere il popolo tibetano e il Dalai Lama e ricorda che a Dharamsala è ripresa la “Marcia fino al Tibet” a cui partecipano i due candidati del Partito Democratico Matteo Mecacci e Marco Perduca, oltre al deputato Sergio d’Elia, segretario di “Nessuno tocchi Caino”.
Pubblicato da
PD Casalmaggiore