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martedì 15 aprile 2008

PUNTI DI VISTA

di Davide Andriolo (circolo PDObama)

Ha vinto la coalizione di centrodestra.
Ha perso la coalizione di centrosinistra.
Ha vinto Silvio Berlusconi.
Ha perso Walter Veltroni.
ma anche
Ha vinto la sua scommessa il PD, vicino ad essere il primo partito del Paese.
Hanno perso Comunisti e Arcobaleni, lasciando il PD unico partito di opposizione di sinistra in Parlamento, unico partito che potrà costruire una grande forza riformista e proporsi per il futuro a guidare il paese: la modernizzazione è iniziata e i retaggi del passato (anche interni al partito) che aspettavano sulla soglia come avvoltoi escono totalmente di scena.
Non ha stravinto Berlusconi, col suo PdL che non sfonda rispetto alla somma FI+AN, ma questo non gli impedirà di diventare Presidente del Consiglio oggi e, ahinoi, presidente della Repubblica fra 5 anni.
Ha stravinto la Lega, di tanto, catalizzando i voti dei delusi del centrodestra, ex AN che abbandonano l’idea di un’unità nazionale in nome del comune nemico extracomunitario (unico punto in comune fra le due ideologie)… e sarà proprio la lega, come da previsioni, a dettare l’agenda politica.
Ha vinto l’MPA di Lombardo, che si appresta a diventare re incontrastato della Sicilia col suo sistema da vecchia scuola DC.
Ha retto la botta l’UDC, confermando che il suo sistema clientelare ancora funziona, nonostante la coesistenza con quello lombardiano.
Ha perso Grillo, l’astensione non c’è stata nei termini che sperava, e le sue previsioni sugli eletti sono state totalmente disattese.
Hanno perso i sondaggisti, ancora una volta, incapaci di fotografare realisticamente un paese contraddittorio come il nostro.
Ha sorpreso tutti il risultato della Camera meno sfavorevole di quello del Senato, anche se a ben pensarci Berlusconi ripeteva da tempo di avere 20 senatori di vantaggio, e anche Veltroni parlava sempre di recupero alla Camera invece che, come ci saremmo aspettati, al Senato.

Data l’antiquata soglia dei 25 anni per il voto al Senato questo dato conferma un’indagine demoscopica di qualche giorno fa, che indicava come l’elettore del PD sia mediamente più giovane (e più istruito) di quello del PdL. Se questi giovani ci danno fiducia oggi e non saranno costretti a fuggire tutti all’estero, questo paese ha una speranza per il futuro. Ma oggi la fotografia del paese è un’altra. Oggi abbiamo perso, e con noi ha perso il sogno di cambiare adesso l’Italia, modernizzata solo da un risultato politico che la rende finalmente bipolare.

Oggi ha vinto l’odio, ha vinto la paura, ha vinto il populismo, ha vinto la xenofobia, ha vinto il popolo dei fucili e quello dei “Mangano è un’eroe”. Ha perso il movimento delle idee innovative, del dinamismo intellettuale, della concordia, dell’entusiasmo delle piazze piene, che ancora una volta non si trasformano in voti.
Oggi ha perso l’Italia, costretta a restare al palo per altri anni, mentre il mondo continuerà a cambiare.
Oggi abbiamo perso tutti.
Si, questo è proprio un paese per vecchi.