martedì 2 ottobre 2007
PER UNA RIFORMA DEL SISTEMA ITALIA
di Marco Vallari
Vi propongo una riflessione... L’intento, anche se l’analisi non riguarda direttamente fatti o avvenimenti prettamente legati alla nostra città, è quello di “chiudere il cerchio” dell’esperienza dei Democratici di Sinistra a Casalmaggiore e partire subito da domani a pensare, agire, lavorare come militanti del nuovo partito, al fine di costruire già da subito un soggetto che sia in grado di rispondere concretamente ai cittadini e che diventi veramente punto di riferimento per la società casalasca. E’evidente la percezione del grande malessere che circonda il sistema politico (più in generale il sistema Italia), ma non posso esimermi dal respingere le tesi dei “delusi” secondo i quali i partiti sarebbero da eliminare. Sono fermamente convinto dell’assoluta necessità e importanza di queste forme organizzate – più in generale dei gruppi di pressione (siano essi associazioni, movimenti o quant’altro) – e credo che la predisposizione umana sia tale per cui risulta imprescindibile il ricorso a tali figure. Non si può non sorridere notando, sui quotidiani, la notizia dell’evoluzione già in corso verso una strutturazione in liste civiche degli “scontenti” e non occorre nemmeno ripercorrere l’esperienza dell’ infinità di liste civiche che animano da sempre le competizioni elettorali in tutta Italia per capire che il coordinamento di un gruppo di cittadini presuppone, quasi nella totalità dei casi, che vengano realizzate attività di direzione: riunioni dove vengano prese decisioni collegiali, dove venga stabilita la spesa per la campagna elettorale ecc.. Quindi, anche se non formalmente partiti politici, le liste civiche finiscono per organizzarsi e operare come tali. Del resto, attingendo la definizione di organizzazione dalle scienze sociali, gli esseri umani sono fondamentalmente portati a cooperare e i gruppi sono una parte vitale della struttura sociale. E’ innegabile che ormai l’organizzazione partitica non funziona più come dovrebbe, poiché incapace di relazionarsi direttamente con i cittadini e di fornire risposte concrete sui più svariati temi che vanno dal lavoro alle politiche famigliari, dalla criminalità all’immigrazione clandestina ecc.. Lo Stato risponde indubbiamente con un sistema legislativo e giudiziario inconsistenti ed eccessivamente lenti ma la soluzione che propongono i “delusi” è difficilmente accettabile poiché l’eventuale eliminazione di ogni forma di organizzazione politica comporterebbe ancora di più il prevalere esclusivo dei poteri forti, non certo espressione dell’interesse generale del Paese. Il PD raccoglie la sfida di riportare il sistema politico a misura d’uomo per far rientrare a pieno titolo i cittadini nel processo decisionale, determinando l’assetto, le persone e le funzioni della politica, agendo finalmente come in una vera democrazia partecipativa. La vita dei partiti dovrà essere ridefinita, si dovranno dimezzare i tempi di approvazione delle leggi, realizzare il federalismo fiscale, snellire la burocrazia, adottare finalmente una legge elettorale giusta, che consenta la stabilità delle coalizioni vincenti e permetta davvero di governare. In questa direzione, proprio la riforma elettorale assume, a mio parere, un’importanza fondamentale poiché dovrà restituire agli elettori il diritto di scegliere i propri rappresentanti oltre che a ridurre il numero dei parlamentari e ricomporre il Parlamento, oppresso da una vergognosa frammentazione politica. Ci si dovrà impegnare per definire un sistema partitico maggioritario bipolare con realtà politiche ben definite, contrapposte ed in grado di garantire una più credibile democrazia dell’alternanza, in cui non esistano politici di professione e con costi assai più contenuti di quelli attuali. La validità del progetto politico del PD è provata anche dal fatto che ha avviato un ulteriore processo che sta investendo il centrodestra. Pur con modalità diverse anche su quel versante si discute della creazione di un partito conservatore unito. Noi però non andremo dal Notaio per questo. Noi, domenica 14 ottobre, avremo finalmente la possibilità di essere protagonisti diretti: con voto libero e segreto potremo decidere chi ci rappresenterà, potremo indirizzare le scelte dei nostri rappresentanti legittimandone l’azione, riportando la politica fra la gente comune, coinvolgendo associazioni e movimenti, riacquistando la capacità di dialogare con i giovani, con le donne, con gli operai, con gli imprenditori, con il mondo della cultura italiana ed europea. Il PD dovrà restituire il pieno significato alla parola stessa: “Politica”, cioè riguardante riguardante le questioni dei cittadini. Diciamo basta alla politica mediatica. Diciamo basta alla demagogia da talk show. La politica dovrà interloquire in prima persona con la gente e assicurare uguaglianza di diritti, pari opportunità e rispetto delle scelte religiose, di vita e di orientamento sessuale di ciascuno. Questa in sintesi, a mio parere, la “mission” del Partito Democratico. Questi gli obiettivi che anche a Casalmaggiore dobbiamo porci e l’impegno che chiedo ai casalaschi che si riconoscono nei nostri ideali. Questo è l’appuntamento decisivo per il nostro futuro a cui chiedo di non mancare.
Pubblicato da
Segreteria Ds Casalmaggiore