CANDIDATURE MULTIPLE Il terzo quesito vuole eliminare la possibilità che un candidato si presenti (e quindi venga eletto) in più circoscrizioni sia alla Camera che al Senato. L'attuale sistema prevede che ci si possa candidare e venire eletti in più zone d'Italia (lo fanno soprattutto leader e principali esponenti dei partiti) avendo poi la facoltà di scegliere in quale zona accettare l'elezione e, di conseguenza, far eleggere i candidati presenti in lista dietro di loro. Oggi la possibilitá di candidature in più circoscrizioni (anche tutte) conferisce, sottolineano i promotori del referendum, «un enorme potere al candidato eletto in più luoghi. Nell'attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa un terzo dei parlamentari che vengono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione». Fonte Corriere.it
mercoledì 16 gennaio 2008
COSA PREVEDONO I REFERENDUM APPROVATI
PREMIO DI MAGGIORANZA I quesiti 1 e 2 propongono di abrogare la disciplina che permette il collegamento tra liste alla Camera (questo 1) e al Senato (quesito 2). Secondo l'attuale legge elettorale, a beneficiarie del premio di maggioranza possono essere alternativamente liste o coalizioni di liste. Se vincessero i sì ai referendum(e se questi superassero il quorum del 50% degli aventi diritto al voto), il premio di maggioranza verrebbe attribuito solo alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Ne risulterebbe un sistema elettorale che spingerebbe i partiti a puntare alla costruzione di un unico raggruppamento, incentivando una significativa ristrutturazione del sistema partitico. «Si aprirebbe, per l'Italia, una prospettiva tendenzialmente bipartitica», spiegano i promotori. Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera e su base regionale al Senato ed è attribuito alla singola lista o alla coalizione di liste che ottiene il maggior numero di voti. Il fatto che sia consentito alle liste di coalizzarsi per ottenere il premio ha fatto sì che alle ultime elezioni dell'aprile 2006 si siano formate «due grandi coalizioni composte di numerosi partiti al proprio interno. E la frammentazione è notevolmente aumentata». Abrogando la norma sulle coalizioni, inoltre, verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento. Per ottenere rappresentanza parlamentare, le liste dovrebbero comunque raggiungere un consenso del 4% alla Camera e dell'8% al Senato. La lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento.
CANDIDATURE MULTIPLE Il terzo quesito vuole eliminare la possibilità che un candidato si presenti (e quindi venga eletto) in più circoscrizioni sia alla Camera che al Senato. L'attuale sistema prevede che ci si possa candidare e venire eletti in più zone d'Italia (lo fanno soprattutto leader e principali esponenti dei partiti) avendo poi la facoltà di scegliere in quale zona accettare l'elezione e, di conseguenza, far eleggere i candidati presenti in lista dietro di loro. Oggi la possibilitá di candidature in più circoscrizioni (anche tutte) conferisce, sottolineano i promotori del referendum, «un enorme potere al candidato eletto in più luoghi. Nell'attuale legislatura, questo fenomeno, di dimensioni veramente patologiche, coinvolge circa un terzo dei parlamentari che vengono scelti dopo le elezioni da chi già è stato eletto e diventano parlamentari per grazia ricevuta. Un esempio macroscopico di cooptazione». Fonte Corriere.it
Pubblicato da
PD Casalmaggiore