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domenica 16 marzo 2008

IL DISCORSO DI PAOLA RIVA A CREMONA

“Dimmi ed io dimenticherò... Fammi vedere e forse non ricorderò... Coinvolgimi ed io capirò”.

Troppo spesso la politica viene vista da noi donne e da noi giovani come qualcosa che non ci riguarda, qualcosa di lontano dalla nostra vita, dai nostri progetti, dai nostri sogni; qualcosa che appartiene agli “adulti” e agli uomini. Ma la politica è una possibilità. E’ la possibilità di immaginare un mondo diverso e di provare a cambiarlo e a costruirlo. La politica è anche condivisione di intenti, lo sforzo di una comunità di individui che ha voglia e la felicità di ritrovarsi assieme. Un agire comune, un pensare comune. Il Partito Democratico ha voluto voltare pagina chiedendo a noi giovani di partecipare attivamente alla sua costruzione. Il partito democratico non vuole rappresentare i giovani, ma vuole che siamo noi giovani i primi rappresentanti di noi stessi, dei nostri nuovi bisogni e dei nuovi ideali da costruire. Vuole che siano la nostra voce e le nostre idee a cambiare le cose. Come si legge nel Manifesto dei valori del Pd: “Ridare voce ai giovani è essenziale perché sono loro a porre quella domanda di valorizzazione dei talenti e delle energie e di liberalizzazione della società che è ormai ineludibile”. Ma, in questa politica ormai troppo “maschile”, il Partito democratico ha voluto anche dare più spazio a noi donne. Si legge, di nuovo nel Manifesto dei valori: ”La libertà delle donne sta cambiando il mondo. Le donne si collocano al centro del ripensamento profondo che è in atto e che riguarda i modi in cui si sviluppano le società umane. Esse impongono un cambiamento radicale nelle relazioni tra le persone. Tuttavia sono oggetto di reazioni feroci, di violenze sessuali, di violazioni del corpo. Contro tutto ciò noi abbiamo il dovere di combattere. Anche in Italia la presenza delle donne nel lavoro e nella vita civile ha rappresentato una parte rilevante della crescita economica e culturale e ha condizionato la nostra modernizzazione. È tempo quindi di superare gravi ritardi e di aprire le porte alle donne dando loro non solo gli stessi diritti ma anche le stesse opportunità in tutti i campi, compresa la politica. L'Italia non è giusta né forte se impedisce alla metà del Paese di esprimere al meglio i propri talenti. Le donne sono le prime interessate al rinnovamento della politica”. Quindi la parola chiave è PARTECIPAZIONE. Partecipazione di noi giovani, perché il futuro appartiene a noi, è nelle nostre mani: siamo noi gli adulti di domani e saremo noi ad avere in mano la responsabilità e la guida del nostro Paese. E partecipazione di noi donne, con le nostre ricchezze, il nostro sapere, le nostre sensibilità, confrontandoci alla pari con il protagonismo maschile. Le donne devono partecipare alla formazione di una nuova classe dirigente. Il protagonismo delle donne nel Partito Democratico non solo riflette la vita della società italiana, ma è l'opportunità nuova della nostra democrazia. Democrazia significa partecipazione. La politica ha bisogno della partecipazione e del contributo di tutti, perché nessuno basta a se stesso: la politica è il contributo che ciascuno dà, sulla base della sua competenza e delle sue conoscenze, per costruire il nostro Paese. È necessario che ci rendiamo conto che i problemi di tutti sono anche i nostri e ci interpellano, ci chiedono di prendere posizione, di darci da fare, di non stare a guardare. La politica è l’arte del cercare insieme il bene comune, in modo che riesca a includere il bene di tutti. Occorre quindi essere disposti a operare con scelte concrete; ad affondare le mani, il cuore, l’intelligenza… nelle cose concrete, per non restare fuori dalla storia ed estranei al mondo che abbiamo nelle nostre mani. E a tutti coloro che mi chiedono, perché lo sto facendo? Perché impegnarsi in politica alla mia età? Rispondo che per poter cambiare le cose, è indispensabile impegnarsi in prima persona, esserci e partecipare. Paola Riva (Cremona 13 Marzo 2008)