Migliaia di cremonesi, come canta Jovanotti, a Walter Veltroni, candidato premier del Partito Democartico, hanno detto "Mi fido di te". Il Paese è fermo: farlo ripartire "si può fare" ha voluto dire una Piazza Stradivari mai così ricolma. "Non è l'Italia che deve rialzarsi, - ha affermato il leader del PD - ma la politica che deve puntare sull'innovazione, su un governo forte e stabile in grado di sconfiggere i blocchi ed i retaggi del passato"."Ci sono due dimensioni - spiega Veltroni - quella di persone che producono, che rischiano, che ci mettono tutto se stessi. Gente che ha fastidio per conservatorismi, veti burocratici, per uno Strato che mette ostacoli. Noi vogliamo una società aperta, semplice, veloce e dinamica, un sistema politico più lieve, in cui si prendano decisioni rapidamente, senza tempi biblici, che promuova le energie dei cittadini. La voglia di fare, il coraggio, devono essere favoriti"."Cambiare la politica per cambiare il Paese - ha spiegato il segretario provinciale Mauro Fanti - Questa è la missione del Partito Democratico". E non troppo diverse sono state le parole di Paola Riva, che ha parlato di una democrazia rafforzata, perchè vede anche i giovani e le donne finalmente protagonisti, e Paolo Bodini. "Il PD affronta questa campagna elettorale - ha affermato il senatore uscente - con sobrietà di linguaggio, ma con la forza delle idee"."La nuova stagione - ha continuato - nasce con il contributo di tutti. Ognuno deve portare acqua al mulino, quello dove si macina il grano buono, quello con il marchio del PD"."Vogliamo liberare le energie positive del Paese. Vincere le elezioni è il mezzo per poter cambiare, per far ripartire l'Italia. Per la prima volta siamo liberi di dire l'Italia che vorremmo, di lanciare una grande sfida riformista" - ha esordito Walter Veltroni. "Il programma del Pd è ambizioso e realistico e si pone l'obiettivo di un cambiare il Paese, di segnare una profonda innovazione". Un programma che non è fatto di "annunci e promesse, ma di obiettivi concreti". E con la certezza di poterli realizzare perchè, "per la prima volta, ci sarà un unico partito di maggioranza, con un programma ed una sola leadership".I dati dell'economia sono preoccupanti. Il candidato premier insiste sull'urgenza - per il nuovo esecutivo - di un incremento immediato della domanda interna. "Non è una dichiarazione d'intenti - spiega - bensì un dovere". "Salari, stipendi e pensioni devono essere capaci di reggere il costo della vita altrimenti si alimenta la spirale recessiva" dice il leader del Pd. "Grazie all'ottimo lavoro fatto dal governo Prodi sul versante dei conti pubblici, avremmo potuto già in due occasioni dare il via libera a riforme che innalzassero i salari", ma non è stato possibile farlo a causa del no del centrodestra. "Aprire una nuova stagione per i giovani - continua - significa contrastare la precarietà, sostenere l'imprenditoria, aiutarli a realizzare i propri progetti di vita, rimettendo in moto l'ascensore sociale". I punti del programma indicano chiaramente la strada da seguire."Dobbiamo tagliare la spesa pubblica, non la spesa sociale", afferma. Il nostro Paese deve "riconquistare una posizione di primato nello sviluppo di qualità". Non è un caso che proprio il lavoro e le misure di welfare costituiscano il cuore del programma del Pd, chiamato a risolvere quelli che sono individuati come i quattro problemi principali che l'affliggono: l'inefficienza economica, la disuguaglianza sociale, la ridotta libertà di perseguire il proprio disegno di vita, la scarsa qualità della democrazia. Servono uno sviluppo di tipo "inclusivo", la promozione della concorrenza e del merito come unico strumento per l'accesso al mondo del lavoro, un welfare di stampo universalistico contrapposto a quello particolaristico, l'educazione come ascensore sociale, il diritto dell'economia che liberi le energie vitali, la sostenibilità e la qualità ambientale, uno stato forte che si occupi della sussudiarietà. Insomma un progetto, quello del Partito democratico complesso ed ambizioso, consapevole al tempo stesso che occorre voltare subito pagina per fare ripartire l'Italia. Per realizzarlo, a partire dal 13 e 14 aprile Veltroni chiede il voto agli indecisi, chiamati a sostenere l'unico, grande partito di maggioranza, a votare il PArtito Democratico. "La sfida è grande - conclude il leader del PD, salutato dalle note dell'inno di Mameli interpretato con il violino vincitrice del concorso Triennale - perchè si tratta del futuro di un'intera nazione, si tratta di aprire una nuova stagione". Per i cremonesi un'Italia serena, moderna, giusta. Si può fare"venerdì 14 marzo 2008
VELTRONI: ANCHE A CREMONA SI PUO' FARE!
Migliaia di cremonesi, come canta Jovanotti, a Walter Veltroni, candidato premier del Partito Democartico, hanno detto "Mi fido di te". Il Paese è fermo: farlo ripartire "si può fare" ha voluto dire una Piazza Stradivari mai così ricolma. "Non è l'Italia che deve rialzarsi, - ha affermato il leader del PD - ma la politica che deve puntare sull'innovazione, su un governo forte e stabile in grado di sconfiggere i blocchi ed i retaggi del passato"."Ci sono due dimensioni - spiega Veltroni - quella di persone che producono, che rischiano, che ci mettono tutto se stessi. Gente che ha fastidio per conservatorismi, veti burocratici, per uno Strato che mette ostacoli. Noi vogliamo una società aperta, semplice, veloce e dinamica, un sistema politico più lieve, in cui si prendano decisioni rapidamente, senza tempi biblici, che promuova le energie dei cittadini. La voglia di fare, il coraggio, devono essere favoriti"."Cambiare la politica per cambiare il Paese - ha spiegato il segretario provinciale Mauro Fanti - Questa è la missione del Partito Democratico". E non troppo diverse sono state le parole di Paola Riva, che ha parlato di una democrazia rafforzata, perchè vede anche i giovani e le donne finalmente protagonisti, e Paolo Bodini. "Il PD affronta questa campagna elettorale - ha affermato il senatore uscente - con sobrietà di linguaggio, ma con la forza delle idee"."La nuova stagione - ha continuato - nasce con il contributo di tutti. Ognuno deve portare acqua al mulino, quello dove si macina il grano buono, quello con il marchio del PD"."Vogliamo liberare le energie positive del Paese. Vincere le elezioni è il mezzo per poter cambiare, per far ripartire l'Italia. Per la prima volta siamo liberi di dire l'Italia che vorremmo, di lanciare una grande sfida riformista" - ha esordito Walter Veltroni. "Il programma del Pd è ambizioso e realistico e si pone l'obiettivo di un cambiare il Paese, di segnare una profonda innovazione". Un programma che non è fatto di "annunci e promesse, ma di obiettivi concreti". E con la certezza di poterli realizzare perchè, "per la prima volta, ci sarà un unico partito di maggioranza, con un programma ed una sola leadership".I dati dell'economia sono preoccupanti. Il candidato premier insiste sull'urgenza - per il nuovo esecutivo - di un incremento immediato della domanda interna. "Non è una dichiarazione d'intenti - spiega - bensì un dovere". "Salari, stipendi e pensioni devono essere capaci di reggere il costo della vita altrimenti si alimenta la spirale recessiva" dice il leader del Pd. "Grazie all'ottimo lavoro fatto dal governo Prodi sul versante dei conti pubblici, avremmo potuto già in due occasioni dare il via libera a riforme che innalzassero i salari", ma non è stato possibile farlo a causa del no del centrodestra. "Aprire una nuova stagione per i giovani - continua - significa contrastare la precarietà, sostenere l'imprenditoria, aiutarli a realizzare i propri progetti di vita, rimettendo in moto l'ascensore sociale". I punti del programma indicano chiaramente la strada da seguire."Dobbiamo tagliare la spesa pubblica, non la spesa sociale", afferma. Il nostro Paese deve "riconquistare una posizione di primato nello sviluppo di qualità". Non è un caso che proprio il lavoro e le misure di welfare costituiscano il cuore del programma del Pd, chiamato a risolvere quelli che sono individuati come i quattro problemi principali che l'affliggono: l'inefficienza economica, la disuguaglianza sociale, la ridotta libertà di perseguire il proprio disegno di vita, la scarsa qualità della democrazia. Servono uno sviluppo di tipo "inclusivo", la promozione della concorrenza e del merito come unico strumento per l'accesso al mondo del lavoro, un welfare di stampo universalistico contrapposto a quello particolaristico, l'educazione come ascensore sociale, il diritto dell'economia che liberi le energie vitali, la sostenibilità e la qualità ambientale, uno stato forte che si occupi della sussudiarietà. Insomma un progetto, quello del Partito democratico complesso ed ambizioso, consapevole al tempo stesso che occorre voltare subito pagina per fare ripartire l'Italia. Per realizzarlo, a partire dal 13 e 14 aprile Veltroni chiede il voto agli indecisi, chiamati a sostenere l'unico, grande partito di maggioranza, a votare il PArtito Democratico. "La sfida è grande - conclude il leader del PD, salutato dalle note dell'inno di Mameli interpretato con il violino vincitrice del concorso Triennale - perchè si tratta del futuro di un'intera nazione, si tratta di aprire una nuova stagione". Per i cremonesi un'Italia serena, moderna, giusta. Si può fare"
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PD Casalmaggiore