1) chiedo a chi mi rappresenta, per il semplice dato di realtà che siamo in democrazia, che mi ascolti e motivi le scelte che fa "in vece" mia (diritto); non mi basta che convochi un incontro in cui "informa della decisione presa", ma è necessario e obbligatorio - discende dal diritto - che mi metta in condizioni di capire e di condividere la scelta (trasformare i cittadini (elettori) in una Comunità responsabile attraverso l'esercizio della partecipazione e non solo della delega: questo è un caposaldo del PD o meglio la prima grande sfida che il PD ha posto alla basa della propria organizzazione sia per la forma-partito che per il progetto-partito);
- qualcuno mi spieghi perchè il PD "tace" sul fatto che ben 700 cittadini elettori di Martignana Po hanno firmato per "cercare di capire" chiedendo la sospensione dei lavori: non una scelta diversa, ma proprio la sospensione dei lavori solo e soltanto per capire e condividere una scelta adeguata ai bisogni e alle risorse della comunità; per raccogliere questi elementi "o a conforto e sostegno" o "a modifica" della scelta effettuata da chi "forse li rappresentava....";
2) quando il cittadino è informato "sui vantaggi economici, i ritorni energetici, i costi, i materiali usati come combustibili e le provenienze, l'impatto ambientale, i rischi eventuali per gli abitanti" perchè, se è una scelta vantaggiosa per la comunità, dovrebbe firmare per la sospensione dei lavori? Non dico uno, due, tre.... penso a quello che è successo in realtà: 700. Sono tutti facinorosi? Con le mani in pasta...? Con tempo da perdere... e nessuno che ti ascolta...? Superficiali che si fanno manipolare da movimenti di "moda"? Sono persone a cui non piace il "fritto misto" ?
Nel modo nuovo di approcciare i problemi, caro amico Zaini, c'è anche l'ascolto, la pazienza di "tradurre" le paure - anche non manipolate ma solo naturali - in forze positive, rendendo l'attività politica (intesa come attività di governo della Comunità). E' giusto, anche da aderente al PD, cercare di capire, che il "nuovo partito", secondo me, per quel poco in questo tempo che ho potuto conoscere, non è solo un fatto "organizzativo" è anche un modo nuovo di considerare la Comunità. Mi dispiace dissentire ancora da quello che scrive Marzio, ma i presupposti per scelte/decisioni industriali o economiche non sono le stesse o non coincidono appieno con quelle "politiche". Le scelte e le decisioni politiche hanno un "valore aggiunto" rispetto alle industriali ed economiche perchè in entrambe queste ultime puoi "scambiare" e "aumentare" o "diminuire" i termini di scambio (soldi, mezzi, strumenti o altro) ma il valore aggiunto di una scelta politica è che i "valori" che stanno alla base non li puoi "cambiare" o "aumentare" o "diminuire" valutandoli come oggetti, con i limiti e i vantaggi che gli oggetti hanno. Le scelte che derivano dall'attività dell'amministrare (e credo che Zaini lo sappia meglio di me vista la sua esperienza al Busi) sono (o dovrebbero essere) svincolate dal "far tornare i conti": o meglio l'obiettivo principale non è il "bilancio in pareggio" e l'equilibrio tra le entrate e le uscite, ma "come" e "perchè" con quale fine io utilizzo (finalizzo) tutti i beni e le risorse che "amministro". L'azienda (industriale o economica) ha la "mission" il "progetto" il "capitale sociale" circoscritto al mandato del proprietario, o della società proprietaria, in cui ha preso origine la mission. Nella Comunità di Martignana Po, io penso, che la "mission", il progetto politico, debba corrispondere a quello circoscritto al mandato che i cittadini hanno consegnato ai propri amministratori. Non mi sento di entrare anche nel merito della scelta "Centrale": dò un'informazione che ho trovato sui quotidiani locali e su internet navigando: in altri paesi europei non si è sviluppata questa tipologia di centrale perchè non ha una produzione (in termini quantitativi) di energia alternativa che giustifichi il "consumo" di prodotti che sono alla base dell'economia di paesi molto poveri (Malesya, Taylandia... che abbiamo aiutato con lo Tsunami e che adesso "affameremmo" con la centrale di Martignana. Questa semplice e se volete "piccola" considerazione mi pone già un problema etico: ma il mondo occidentale non ha altre alternative che continuare a sfruttare i poveri? Che energia alternativa offro alle mie figlie, se aumenta la "fame" di altri bambini, della loro età? Un abbraccio a Marco e un rigraziamento a Marzio per il suo stimolo a scrivere e a pensare: non sempre io l'ho ricevuto dentro il Circolo e mi piace anche il suo stile, molto chiaro e sintetico. Io non ho questa capacità, però spero di essere stata chiara. Silvana Galimberti