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venerdì 4 gennaio 2008

PERCHE' NON VOGLIAMO QUESTA CENTRALE

A cura del Comitato contro la centrale di Martignana di Po - alcune informazioni circa i dubbi e gli aspetti negativi sulla realizzazione di una tale centrale nel casalasco. Aspetto tecnologico: Questa centrale brucia oli di origine vegetale per produrre esclusivamente energia elettrica; la cogenerazione è derivata dal sistema di raffreddamento dei fumi che genera vapore il quale aziona una turbina per un’ulteriore produzione di energia elettrica: così configurato, il sistema ha una resa energetica pari al 50% il restante 50% di energia potenziale è buttato via. Aspetto agronomico: Questa centrale, ipotizzando un funzionamento di 8000 ore annue, pari a 333 giorni su 365, producendo circa 19.2 megavat-ora, richiedendo circa 190 Kg. di olio per ogni megavat, abbisogna di circa 30.000 tonnellate di oli combustibili. Considerando una produzione di semi oleosi pari a circa 3 tonnellate ettaro dalla cui spremitura si ottengono circa 1,5 tonnellate di olio, per alimentare il motore serve una estensione colturale pari a circa 17000 ettari. Non risulta dunque realistico pensare di sostenere in loco la produzione del combustibile per la centrale. Altro aspetto fondamentale riguarda i costi di produzione di olio da colture locali stimato a non meno di 0,70 € al Kg. mentre è disponibile olio di palma proveniente dal sud del mondo a 0,45 € al Kg. Sostegno economico: Questo progetto dispone dei premi derivati dai cosiddetti CERTIFICATI VERDI. Si tratta di contributi erogati per la produzione di energia da fonti rinnovabili, e nel nostro caso consiste in circa 110 € per ogni megavat prodotto. La durata del premio è per otto anni nella misura del 100%, ridotta dal 9° al 12° anno al 66% nei casi dei progetti aventi diritto. Dal 13° anno in poi, tolti i contributi, dall’analisi dei costi e dei ricavi, si dimostra che l’impianto non è più remunerativo, bensì diventa antieconomico. Il quarto aspetto trae le conclusioni dei primi tre sotto il punto di vista etico e morale. E’ evidente che queste centrali se pensate solo per generare energia elettrica, sprecano il 50% della resa potenziale; se da questi sistemi si ottiene e si sfrutta la cogenerazione di vapore, e quindi di calore, la trigenerazione di frigoria e quindi di freddo si può sfruttarne la resa energetica oltre il 90%. Allora si deduce che bisogna saper collocare tali centrali in ambiti adatti e pertanto fare riferimento ad una mappa territoriale nella quale si conoscano le realtà locali di massimo sfruttamento delle potenzialità espresse da queste tecnologie generative. Altra perplessità si esprime nel merito che queste centrali non si sostengono economicamente al di fuori dei contributi pubblici e dunque si innesta il rischio che, dopo il periodo del sostegno dei certificati verdi,vengano abbandonate o peggio convertite in centrali convenzionali (INCENERITORI DI RIFIUTI, OLI ESAUSTI….). Terzo aspetto riguarda l’approvvigionamento di oli da paesi sottosviluppati, nei quali la manodopera viene sottopagata, il prodotto non è controllabile e per il trasporto dello stesso si deve far fronte a lunghi viaggi in nave fino ai porti e con automezzi pesanti fino alle centrali generando inquinamento ( il paradosso di inquinare per produrre energia senza inquinare). Pensiamo, quindi, che sostenere la filosofia progettuale della centrale di Martignana vada contro oggettivi criteri tecnici, razionali e morali. Svalutazione immobiliare: dopo anni in cui l’amministrazione comunale ha favorito nuovi insediamenti abitativi, altre grosse lottizzazioni sono in corso di realizzazione e sono sorti nuovi servizi come l’asilo nido, non è accettabile che la medesima amministrazione faccia sorgere nelle immediate vicinanze della zona residenziale una centrale che brucia nell’arco di un anno circa 30.000 tonnellate di oli disperdendo in atmosfera un quantitativo ingente di micro e nanopolveri. Proviamo a pensare a zone vicine ad aeroporti, discariche, inceneritori o altre grandi strutture che producono un impatto ambientale notevole. Quanto valgono le abitazioni in quelle aree???? Aspetto idrico: il calore prodotto dall’ impianto va smaltito tramite raffreddamento forzato di acqua. Data l’elevata potenza in gioco, anche utilizzando il ricircolo delle acque di raffreddamento, è richiesto un elevato consumo. Tale assorbimento di risorse idriche in anni in cui è riconosciuta da tutti la carenza di acque nel sottosuolo è chiaramente in contrasto con lo sviluppo moderno della produzione di energia. Smaltimento acque: Il teleriscaldamento permetterebbe di sfruttare i reflui di acqua calda prodotti dall’ impianto. Il costo di progettazione, realizzazione e gestione sono elevatissimi, perciò occorre smaltire l’acqua di raffreddamento in altro modo. Come? Riversandola nei canali sfruttati dagli agricoltori? Portandola in apposite aziende per lo smaltimento? (aumentando ulteriormente il traffico pesante sulle nostre strade) o in quale altro modo??? Traffico stradale: circa 1.000 mezzi pesanti all’anno in più sulle nostre strade, carichi di olio, andranno ad aumentare l’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili PM10, e stresseranno tutti noi cittadini costretti a convivere già adesso con un pesante traffico veicolare. Inquinamento in provincia di Cremona: secondo i dati dell’ ARPA, la nostra provincia risulta essere estremamente colpita dall’inquinamento atmosferico, tanto che a febbraio avevamo già esaurito i giorni bonus consentiti, per il superamento della soglia massima di PM10. Se aggiungiamo le emissioni prodotte dalla combustione della centrale di Martignana e l’aumento dei mezzi pesanti che essa provocherà, il risultato sarà aria più pulita?????????? Smaltimento residui di produzione: l’olio esausto che produrrà l’impianto dove e come verrà smaltito? Speriamo non venga bruciato!! Tutele e garanzie: viene una ditta esterna al nostro territorio a costruire questa centrale. Chi ci dà garanzie? Quali altre centrali uguali hanno costruito in Italia? Saremo le loro cavie? Aspetto ecologico: se lo scopo delle energie rinnovabili è svincolarci dal petrolio e suoi derivati, reperire materia prima a 20.000 km di distanza non è coerente con l’obiettivo. La “filiera corta” ovvero produrre in loco la materia prima, significa dare un senso ecologico alla questione. Esistono comunque altre fonti di energia ad impatto zero: solare, fotovoltaico, eolico, geotermico, idroelettrico…ma su queste fonti alternative risulta più difficile SPECULARE! Fumo, odore rumore: ovviamente tutti questi parametri saranno a norma di legge... ma perchè dobbiamo respirare quotidianamente queste emissioni a “norma di legge”? Le micidiali NANOPOLVERI saranno fermate dalle norme di legge? Speriamo di si, perché attualmente non esistono filtri in grado di fermarle!!!!!!! Perché dobbiamo sopportare l’odore di olio fritto (che i cittadini di Monopoli, luogo dove è stata costruita una centrale simile, definiscono odore acre e pungente) che andrà ad impregnare anche i nostri abiti stesi all’aperto? Perche’ dobbiamo avere come sottofondo il battito del motore che oggi non c’è e che romperà il dolce silenzio delle nostre campagne? Perché i nostri figli dovranno sopportare tutto questo? IL TUTTO OVVIAMENTE A NORMA DI LEGGE? A parte IL BUSINESS per chi gestirà la centrale, noi del Comitato, non troviamo nessun altro aspetto positivo. Per tutti questi motivi diciamo NO ALLA CENTRALE. Per maggiori informazioni: comitato.martignana@libero.it